Questo artista è tra i protagonisti del festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi antiblasfemia. Mostre d’arte, collettive, live performance, talk, proiezioni, stand-up comedy, sul tema della censura dell’arte e della libertà di pensiero per motivi religiosi.

L’autore che si occupa del progetto artistico e delle illustrazioni di Spelling Mistakes Cost lives è Darren Cullen, un artista satirico, illustratore e scrittore. Al Leeds College of Art studia comunicazione, grafica e marketing. Abbandona la pubblicità per studiare Belle Arti alla Glasgow School of Art. Ora usa il linguaggio pubblicitario per sovvertire le vuote promesse del consumismo e della propaganda militare. Nel 2019 ha co-curato un Museum of Neoliberalism con Gavin Grindon che ora ha aperto in modo semipermanente a Londra. Avversando ogni tipo di manipolazione psicologica e di indottrinamento a mezzo delle immagini, Spelling Mistakes Cost Lives si confronta spesso, in modo ironico, anche con la religione. Nel 2018 ha scritto al ministro bavarese Markus Söder, che aveva imposto l’affissione delle croci cristiane in ogni edificio statale, per dare istruzioni su come esporre i crocifissi ovvero a testa in giù. Il progetto fu finanziato e sostenuto da The Satanic Temple, London & UK (TSTUK), nonché da donazioni.

Le leggi antiblasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero.

L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate.
Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!

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