Rana Ahmad è tra i protagonisti del festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi antiblasfemia. Mostre d’arte, collettive, live performance, talk, proiezioni, stand-up comedy, sul tema della censura dell’arte e della libertà di pensiero per motivi religiosi.

Rana viveva in Arabia Saudita ed essendo atea, è dovuta fuggire. Sistemata in rifugio a Colonia, si è resa conto che moltissimi profughi islamisti avrebbero potuto perseguitarla per apostasia. Capì, cioè, che la religione da cui fuggiva avrebbe continuato ad opprimerla anche lontano dal suo paese d’origine. Non era al sicuro. La presidente del Consiglio centrale degli ex musulmani (ZdE), Mina Ahadi, la aiuta a sfuggire alle minacce e le chiede di rendere pubblica la sua esperienza. La sua storia diede impulso a un progetto che era stato a lungo discusso tra gli ex musulmani e la Giordano-Bruno-Stiftung, vale a dire la creazione di un’organizzazione di soccorso per i rifugiati atei. Nasce così Atheist Refugee Relief.

Le leggi antiblasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero.

L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate.
Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!