Malt è tra i protagonisti del festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi antiblasfemia. Mostre d’arte, collettive, live performance, talk, proiezioni, stand-up comedy, sul tema della censura dell’arte e della libertà di pensiero per motivi religiosi.

Di Malt non sappiamo assolutamente nulla. È un artista misteriosissimo e di lui non circolano notizie. Un bel giorno alcuni utenti fb, che seguono la pagina Dioscotto, segnalarono di aver visto un manifesto a Roma a sua firma. Da allora l’artista ha trovato modi del tutto originali per recapitare agli attivisti Dioscotto i suoi contributi creativi. Nel 2019 ha partecipato con due opere, un’istallazione e un’opera grafica, a Discotto-Area riservata che si svolse a Napoli, in piazza Dante. L’immagine ufficiale di Ceci n’est pas un blasphème, con il suo evidente omaggio a Magritte, è un altro prezioso dono di Malt alla nostra causa.  

Le leggi antiblasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero.

L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate.
Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!

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