Il Festival delle Arti nasce da una precisa esigenza: contestare le leggi che puniscono la blasfemia, leggi che diventano un’arma contro avversari politici e dissidenti o uno strumento di censura contro artisti e liberi pensatori.

Ceci n’est pas un blasphème è autofinanziato tramite donazioni e crowfunding: https://www.gofundme.com/f/sostieni-il-festival-delle-arti-censurate

Mostre, talk-show, performance si susseguono in 20 giorni di apertura al pubblico al PAN, Napoli.

Le principali sezioni sono:

  • mostra documentaria: una suggestiva lettura visiva dell’archivio di notizie e casi censiti;
  • mostre d’arte: esposizioni di alcuni degli artisti figurativi sostenitori della campagna Dioscotto, tra cui Pierz, Yele, Franzaroli, Malt; Don Zauker di Daniele Caluri ed Emiliano Pagani ; subvertising a cura di Ceffon, DoubleWhy, Hogre, Illustre Feccia, Spelling Mistakes Cost Lives; mostra fotografica tratta dalla raccolta di nudi di Antonio Mocciola pubblicata in Addosso. Le parole dell’omofobia, edito da Iemme. All’interno del percorso espositivo saranno proiettati Il Vangelo di Giuda, di Marco Prato e Antonio Mocciola, e un cortometraggio di Hogre.
  • talk-show: reading, presentazioni, proiezioni, dibattiti a tema blasfemia, laicità, libertà d’espressione. I talk show saranno aperti e chiusi da monologhi satirici ed esibizioni musicali di Davide DDL, Porfirio Rubirosa and his band, Helena Velena,
  • performance: rassegna di stand up comedy a cura di Daniele Fabbri (vai al bando) in collaborazione con TheComedyClub; concerti e live music; performance teatrali-musicali con Simona Forte e Alessandro Gioia.
  • sezione audiovisiva: dalla curatela di Rosaria Carifano, Giuseppe Sciarra e Dea Squillante nascono tre appuntamenti dedicati al cinema, al cortometraggio, alla scena audio visiva.

Aderendo alla campagna DioscottoCeci n’est pas un blasphème si unisce all’appello di #EndBlasphemyLaws e chiede l’abolizione delle leggi contro la blasfemia.

Il festival desidera:

  • fornire informazioni sulla blasfemia nel mondo;
  • contrastare il pregiudizio, dando alle opere anticlericali un contesto esplicativo;
  • contrastare la censura, dando all’arte anticlericale committenza e spazi di espressione;
  • produrre opere creative libere;
  • raccogliere fondi da destinare a organizzazioni che offrono assistenza legale alle persone condannate per blasfemia e perseguitate per motivi religiosi.

*Qualora la pandemia rendesse impossibile la realizzazione in presenza degli eventi live, questi saranno registrati e mandati in onda attraverso il sito web del Festival e i nostri canali social. Alcuni contenuti saranno visibili esclusivamente ai donatori (dona ora)