Hogre è tra i protagonisti del festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi antiblasfemia. Mostre d’arte, collettive, live performance, talk, proiezioni, stand-up comedy, sul tema della censura dell’arte e della libertà di pensiero per motivi religiosi.

 È un subvertiser, attivo soprattutto a Roma, Londra e Varsavia, ma sue istallazioni sono state rinvenute anche a Napoli, Catania e altre città. Le sue azioni sfuggono a precise categorizzazioni. Recentemente ha dipinto su un monumento antico, collocandosi “fuori” dalla convenzione della street art. L’artista deride non solo la violenza della propaganda pubblicitaria, requisendo a uso artistico gli spazi pubblici che essa colonizza, ma contesta qualsiasi concetto di privilegio, finanche quello di bene culturale. Il vandalismo creativo di Hogre afferma la totale autonomia dell’arte. Insieme a DoubleWhy è stato denunciato per vilipendio della religione a causa di un’opera di grandissima importanza politica e culturale, Ecce homo

Le leggi antiblasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero. L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate. Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!

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