Daniele Fabbri è il direttore artistico della rassegna di satira teatrale e stand-up comedy per il festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi anti blasfemia.

Daniele Fabbri è comico, sceneggiatore e fumettista. Si è formato presso il Laboratorio Professionale “Teatro Comico e Cabaret” G. Basile e si è diplomato presso la Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq. Il suo primo monologo è del 2005, si esibisce al Club Studio Uno di Roma.

Nel 2009 è tra i fondatori del collettivo Satiriasi, gruppo che lascia nel 2013.

La collaborazione alla rivista online ScaricaBile segna un punto di svolta nella sua carriera: insieme a Stefano Antonucci dà vita a una serie di meravigliosi fumetti: Gesù Crucifiction Tour (nel 2012), Gesù Cruci Fiction Tour – Volume 2 e Gesù Cruci Fiction Tour – Volume 3; V for Vangelo (2015), Gesù: la trilogia (2015, a cura di G. Caputo), Adolf Hitler. Il piccolo Führer (2017, con la collaborazione di Mario Perrotta ai disegni. Per Feltrinelli pubblicano Il timido anticristo (2018) e La fattoria dell’animale (2020) con la collaborazione di Maurizio Boscarol ai disegni. Fabbri e Antonucci pubblicano anche la rivista a fumetti Quando c’era Lvi.

Per Ceci n’est pas un blasphème Daniele Fabbri è direttore artistico di una rassegna di satira teatrale e stand-up comedy, quest’ultima in collaborazione con TheComedyClub.

Le leggi anti blasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero.

L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate.
Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!

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