Alessandro Gioia è tra i protagonisti del festival delle arti per la libertà di espressione e contro le leggi antiblasfemia. Mostre d’arte, collettive, live performance, talk, proiezioni, stand-up comedy, sul tema della censura dell’arte e della libertà di pensiero per motivi religiosi.

Attore e animatore teatrale, ha frequentato il Dams di Bologna, dove ha seguito moltissimi laboratori. La sua attività professionale inizia nel 2005 a Bologna con Massimo Machiavelli. Fa importanti esperienze presso lo Stabile di Napoli e al Teatro San Carlo. È stato responsabile e curatore del progetto Plei, “Piccolo laboratorio eventi imprevisti”, un interessante laboratorio d’improvvisazione teatrale e drammaturgia collettiva presso il Convento di Sant’Antonio a Nocera Inferiore. Lavora spesso con Antonio Grimaldi e il “Grimaldello”, considera questa la sua vera base formativa, in cui ha costruito la propria etica teatrale. Un altro incontro importante è con la compagnia “I Pesci”, insieme a Mario De Masi, Lia Gusein Zade, Serena Lauro, Fiorenzo Madonna e Luca San Giovanni. Dalla loro ricerca nasce “Supernova” per il Teatro Bellini. Per Ceci n’est pas un blasphème Alessandro Gioia interpreterà brani anticlericali.

Le leggi antiblasfemia in Italia e nel mondo vengono usate per sopprimere avversari politici e dissidenti, per censurare artisti, giornalisti e libero pensiero.

L’applicazione di una legge che dovrebbe tutelare un non meglio identificato “sentimento religioso” è altamente soggettiva, completamente arbitraria. Ci sono Paesi in cui anche il canto di una donna può essere ritenuto blasfemo. Una realtà che sposta ingenti somme di denaro e voti ma che non può essere oggetto di satira né criticabile, diventa intoccabile: un dio innominabile diventa davvero onnipotente anche sul piano politico e sociale. Per questo nasce Ceci n’est pas un blasphème, il festival delle arti censurate.
Il festival gode del patrocinio morale dell’assessorato alla Cultura di Napoli, ma per mantenere indipendenza e garantire così la qualità della curatela non abbiamo accesso a fondi pubblici: siamo professionisti ma ci lavoriamo come una squadra di volontari, ci crediamo molto, se condividi il messaggio dacci una mano a realizzarlo: assieme possiamo fare qualcosa di grandioso, per l’arte, per la poesia, per la libertà di espressione, contro ogni forma di sopruso religioso!

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